CESUNA, UN PAESE SULLA LINEA DEL FUOCO

Una piccola frazione dell’Altopiano viene investita nel 1916 dalla punta più avanzata della “Strafexpedition” che gli eroici Fanti della Brigata “Liguria” arresteranno poco prima che gli austroungarici riescano a dilagare nella pianura vicentina. Due anni più tardi l’ultimo colpo di coda degli imperiali colpirà di nuovo su tutto il fronte dell’Altopiano e i combattimenti tra fanterie e artiglierie distruggeranno anche qui quanto era sopravvissuto ma ancora una volta i soldati italiani, ora sostenuti anche dai reparti Inglesi e Scozzesi, riusciranno a respingere, per sempre, le forze austroungariche. Da allora Cesuna, come molte altre frazioni e Comuni dell’Altopiano, porta indelebili sia in paese che sulle alture circostanti i segni e il ricordo di quei tragici giorni (fotografie di Stefano Aluisini)

  L'Altopiano dei Sette Comuni visto da S/O dal Monte Jok di Cesuna (foto di Stefano Aluisini)

L'Altopiano dei Sette Comuni visto da S/O dal Monte Jok di Cesuna (foto di Stefano Aluisini)

Di fianco alla strada

quasi nascosto dal bosco

apposta per non farsi vedere

perchè ancora geloso e pudico

com’è solo l’amor della madre

inciso nella pietra di allora

“deine mutter” ti parla ancora

o figlio straniero qui morto

tra fratelli di ora e di sempre

che ti furon nemici

solo nell’attimo supremo

dell’incontro con Dio

(Osvaldo Ferrari)

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Durante le convulse fasi della "Strafexpedition", proprio nei dintorni di Cesuna si registrarono innumerevoli episodi di eroismo da parte dei soldati italiani impegnati in una strenua e disperata difesa delle loro posizioni. Tra essi ricordiamo in particolare il Maggiore Ugo Bignami - M.O.V.M. - Ufficiale del 2° Reggimento "Granatieri di Sardegna" già ferito in battaglia e M.A.V.M. sul Monte Sabotino - che fu catturato dopo un cruento combattimento all'esterno della grotta adibita a posto di medicazione situata tra le rocce in un boschetto defilato al tiro delle artiglierie, sui rovesci del punto denominato "Monte Jok" poco sopra Cesuna. 

"Comandante di un battaglione su di una posizione molto estesa e di vitale importanza, con singolare perizia e pur con scarsissimi mezzi seppe improvvisarne la difesa, e moltiplicando il valore delle proprie truppe col fascino del suo illuminato ed energico comando, per ben sette giorni consecutivi, superando straordinarie difficoltà di ogni specie, costituì il baluardo contro cui si infransero i ripetuti e sempre più violenti attacchi delle ognor crescenti forze nemiche. Gravemente minacciato su di un fianco dai progressi dell’avversario in un contiguo tratto della fronte, con le proprie già scarse forze, logorate ormai da sanguinose perdite, mantenne incrollabile la fede e la rinsaldò nei dipendenti, i quali, animati dal suo fulgido esempio, continuarono con indomito coraggio nell’impari ed accanita lotta. Vista infine la propria linea spezzata in tanti piccoli nuclei, accerchiati dai sopraggiunti rincalzi dell’attaccante, dopo un’ora di ansiosa e terribile, quanto vana, attesa di rinforzi, trovatosi circondato assieme ad un nucleo di superstiti, impugnò egli stesso un fucile, e, confermando ancora una volta l’insigne valore personale, già in altre circostanze dimostrato, abbattè successivamente un ufficiale e quattro soldati nemici, che lo premevano più da presso, tenacemente persistendo nell’epica lotta fin quando, per evitare che l’ira dell’assalitore continuasse a sfogarsi anche sui nostri feriti e moribondi, fu costretto a cedere alla inesorabile evidenza dell’inutilità di ogni ulteriore sacrificio. Tresche - Cesuna - quota 1152 (Asiago), 28 maggio - 3 giugno 1916." 

In ricordo del Magg. Ugo Bignami furono intitolate le ex Scuole Elementari di Cesuna, oggi sede della nostra Associazione e della Biblioteca dedicata a Mario Rigoni Stern.

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