IL MILITE IGNOTO

Riviviamo uno dei momenti più intensi della storia moderna del nostro paese quando al termine della Grande Guerra il popolo di una intera nazione si raccolse con una manifestazione spontanea e sincera attorno alle spoglie di un Soldato Ignoto, in Memoria di tutti i suoi commilitoni ovunque Caduti e Dispersi, simbolo del supremo sacrificio che aveva toccato nel profondo ogni città, ogni paese, ogni famiglia. Un’epopea che è possibile rileggere nei suoi aspetti più toccanti e irripetibili anche nei filmati dell’Istituto Luce e nel nostro libro “Il Milite Ignoto: storie e destini di eroi sconosciuti” (Epta Editions, Brescia), pubblicato nel 2018 in occasione del Centenario della Vittoria nella sua edizione per Collezionisti e, successivamente, in una seconda edizione per la Scuola nel 2021 in occasione del Centenario dell’inumazione del Milite Ignoto al Vittoriano in Roma.

“Le salme dei militari morti in guerra – che complessivamente ammontano a 560.000, sono per una metà quasi di individui non riconosciuti. E’ una moltitudine anonima di prodi che non hanno lasciato alle famiglie, tuttora tormentate dai dubbi più angosciosi, il dolce e mesto conforto di poter custodire le loro gloriose spoglie. Sono legioni di umili eroi che la grande famiglia della Patria – alle cui fortune essi hanno fedelmente concorso col nobile sacrificio della vita – vuole rivendicare a sè, traducendo e riassumendo, nel suo sentimento e nella sua volontà, la volontà e il sentimento di migliaia di madri, spose e sorelle doloranti: vuole rivendicare a sè perchè sono i suoi figli diletti, i suoi poveri figli sperduti – due volte colpiti dal destino – aspettanti invano che la tremula mano materna versi su di loro freschi petali votivi irrorati di pianto; vuole rivendicare a sè per tributare alla loro memoria un solo vibrante commosso omaggio di gratitudine, di affetto e di devozione” (Rodinò - Ministro della Guerra nella seduta del 20 giugno 1921).

Dopo il recupero delle 11 salme ignote da altrettanti campi di battaglia, si giunse alla scelta di colui che avrebbe rappresentato per sempre il simbolo dell’unità nazionale, un drammatico compito affidato a Maria Bergamas durante la cerimonia nella Basilica di Aquileia, dopo la quale inizierà il viaggio memorabile del “Soldato d’Italia” verso Roma.

"Lasciata sola, parve per un momento smarrita. Teneva una mano stretta al cuore mentre con l’altra stringeva nervosamente le guance. Poi, sollevando in atto d’invocazione gli occhi verso le navate imponenti, parve da Dio attendere ch’egli designasse una bara come se dovesse contenere le spoglie del suo figlio. Quindi, volto lo sguardo alle altre mamme, con gli occhi sbarrati fissi verso i feretri in uno sguardo intenso, tremante d’intima fatica, incominciò il suo cammino. Trattenendo il respiro giunse di fronte alla penultima bara davanti alla quale, oscillando sul corpo che più non la reggeva e lanciando un acuto grido che si ripercosse nel tempio, chiamando il figliolo si piegò, cadde prostrata e ansimante in ginocchio abbracciando quel feretro" (testimonianza del Ten. Tognazzo sulla scelta di Maria Bergamas, madrina del Milite Ignoto quale madre di un Caduto mai più ritrovato).

"Lo sconosciuto, il combattente di tutti gli assalti, l'eroe di tutte le ore, ovunque passò o sostò, prima di morire, confuse insieme il valore e la pietà. Soldato senza nome e senza storia, Egli è la storia: la storia del nostro lungo travaglio, la storia della nostra grande vittoria" (dal messaggio di comunicazione all'Esercito del conferimento della Medaglia d'Oro al Valor Militare al Milite Ignoto).

"Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria" (motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare al Milite Ignoto).

La musica che accompagna il documentario dell’Istituto Luce è opera del brillante e giovanissimo compositore italiano contemporaneo, il Maestro Massimo Filippini.

Il treno del Milite Ignoto in sosta alla stazione di Firenze Santa Maria Novella.

Il feretro del Milite Ignoto, giunto alla stazione di Roma Termini, prosegue in corteo verso Santa Maria degli Angeli, avanzando tra due ali di folla, scortato da S.M. il Re e S.A.R. il Duca d’Aosta.

Un momento della solenne funzione tenutasi attorno all’affusto di cannone che portava il feretro del Milite Ignoto una volta giunto all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli in Roma dove sosterà sino alla mattina del 4 novembre 1921.

Roma, 4 novembre 1921: il corteo del Milite Ignoto, il cui feretro viene portato a spalle dai Decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare, attraversa Piazza Venezia avvicinandosi alla scalinata del Vittoriano dove lo attende la famiglia reale.

L’ultimo saluto di S.M. il Re al feretro del Milite Ignoto, pochi istanti prima che gli argani ne chiudano il sacello marmoreo.

Da allora, per tutti gli italiani, ma anche per il resto del mondo, il Milite Ignoto rappresenta il simbolo più alto della Patria e dell’unità nazionale dinanzi al quale i semplici cittadini, ma anche le più alte autorità, si inchinano in segno di rispetto. Al suo cospetto si sono tenute cerimonie solenni, di vario tipo e natura, secondo i frangenti storici, nel corso di oltre un secolo.

Equipaggi della Regia Marina lasciano il Vittoriano dopo una cerimonia, anno 1930.

Roma, 8 gennaio 1930: i Principi di Piemonte visitano il Milite Ignoto al Vittoriano dopo la celebrazione delle loro nozze.

Cerimonia di consacrazione dell’oro alla Patria, 18 dicembre 1935.

L’American Legion in visita al Milite Ignoto, anno 1937.

Cerimonia al Vittoriano tenutasi il 24 maggio 1938.

1° luglio 1963: il presidente americano John F. Kennedy rende omaggio al Milite Ignoto.

Per la realizzazione di tutte le pagine dedicate ai Reali, nelle quali si possono ammirare diverse fotografie della famiglia Savoia, in particolare durante il periodo della Grande Guerra, si ringrazia per la concessione dei testi e delle relative immagini il Dott. Maurizio Lodi, titolare della omonima Collezione, al quale ci lega un rapporto di proficua collaborazione ultradecennale.