MONTE GRAPPA - COL MOSCHIN - PERTICA - CA’ TASSON

SACRARIO DI CIMA GRAPPA

Il primo cippo che si incontra all’ingresso

Il massiccio e il comprensorio di Monte Grappa rappresentano un autentico museo a cielo aperto di quello che fu, per quattro anni, uno dei campi di battaglia più insanguinati della Grande Guerra. Per questa ragione, in memoria delle migliaia di soldati italiani e austro-ungarici caduti nell’adempimento del dovere, sulla sua vetta sorge uno dei più grandi sacrari militari europei. La vetta e il Sacrario sono visitabili con la nostra applicazione “dentro la memoria”.

L’accesso dal lato settentrionale del Sacrario, a lato del Rifugio Bassano, vede da subito un luogo particolarissimo, la tomba dell’indimenticabile Capitano Ettore Viola, la Medaglia d’Oro al Valore più bella della Grande Guerra, eroe dei Reparti d’Assalto, al cui fianco, in anni recenti, per espresso desiderio e antica concessione reale, al suo fianco è stata inumata la moglie Contessa Palma De Luca in Viola, limpida testimone della Memoria dei Caduti nella Grande Guerra.

Pochi metri oltre si sviluppa il settore austro-ungarico del Sacrario di Cima Grappa.

Sfilando sulla destra dell’osservatorio “Roma”, si percorre la “Via Eroica”, segnata da grandi cippi intitolati a tutti i campi di battaglia che circondarono il Monte Grappa.

La Via Eroica si conclude con il sacello della Madonnina di Cima Grappa, posta al vertice della famosa scalinata, al di sopra della tomba del Generale Gaetano Giardino, Comandante dell’Armata del Grappa, e di sua moglie Margherita, al centro delle gradinate che accolgono le tombe individuali e collettive dei soldati italiani.

MONTE PERTICA

Insieme al Col Moschin rappresenta un vero e proprio simbolo del sacrificio dei Reparti d’Assalto del Regio Esercito, più noti come “Arditi”, e della loro strenua resistenza sul Grappa e sulle montagne vicine dalle quali respinsero l’esercito austro-ungarico. Tra i giovani ufficiali si ricorda il bresciano Ermes Aurelio Rosa, da Iseo, allora alle dipendenze del Capitano Ettore Viola.

La “nave” del Monte Grappa e le sue pendici nord-occidentali riprese dalla vetta del Monte Pertica; sulle cima del Grappa si intravede il profilo squadrato dell’Osservatorio “Roma”.

La grande croce sul Monte Pertica.