UN SOLDATO DI DIO
Bruno Spitzl - con il 59° Reggimento Rainer durante la Grande Guerra
di Marco Cristini – Stefano Aluisini – Ruggero Dal Molin
EDITORE ITINERA PROGETTI
ISBN 978-88-32239-57-7
450 pagine con oltre 200 fotografie
Da luglio 2026 nelle principali librerie o direttamente dall’Editore:
“Un soldato di Dio” ripercorre la vera storia di Padre Bruno Spitzl, un giovane monaco benedettino dell’Abbazia di San Pietro a Salisburgo, Feldkurat del 59° Reggimento “Rainer”, dopo oltre un secolo apre ancora sorprendentemente il cuore a quanti la leggono. Integrata con nuovi capitoli, 500 note biografiche e storico-militari, corredata da oltre 200 fotografie (diverse quelle da un album del X/59° del nostro archivio), ripercorre il racconto delle gesta dei suoi “Rainer” ma anche i momenti più toccanti, vissuti soprattutto con donne e bambini, prime vittime di ogni guerra, sino alla scoperta di un finale a oggi di fatto sconosciuto e celato tra le pieghe di una delle pagine più terribili della Storia.
Una narrazione disarmante che dalla fine del 1914 rievoca le feroci battaglie in terra di Galizia e nelle immense distese del fronte “orientale”, da dove Padre Spitzl e i “Rainer” proseguirono verso i Carpazi per poi partecipare, nella primavera del 1916, alla Strafexpedition sugli Altopiani di Folgaria, Lavarone, Tonezza e dei Sette Comuni.
(in alto a sinistra: la piazza con la fontana esagonale antistante l’ingresso della chiesa della magnifica Abbazia di San Pietro a Salisburgo - Collezione Stefano Aluisini).
Una postazione di artiglieria austro-ungarica in Galizia (Collezione Stefano Aluisini).
La piccola Rosa Zenoch in un’immaginetta dedicatale e nel letto d’ospedale a Vienna (crediti delle varie istituzioni estere citati nel volume).
Esequie per un militare austro-ungarico sepolto sul fronte orientale, celebrate dal Cappellano alla presenza di un piccolo picchetto in armi e di alcuni infermieri che assistono a capo scoperto (Archivio Storico Dal Molin).
Il piccolo cimitero di Malga Seconda Posta sul fronte degli Altopiani in Italia (Archivio Storico Dal Molin).
Lo stesso luogo oggi; nel primo dopoguerra il cimitero fu dismesso e le salme trasferite a Folgaria (fotografia di Stefano Aluisini).
La vetta contesa del Monte Cimone (Archivio Storico Dal Molin).
Una riga dopo l’altra scorre l’esperienza lacerante di un religioso travolto dall’inferno della Grande Guerra, disposto a tutto pur di risparmiare vite umane, come quando sul Monte Cimone, sotto il fuoco delle artiglierie italiane, Spitzl e i suoi Rainer soccorsero i nostri soldati vittime della mina. Dalla vetta sconvolta Padre Bruno riuscì incredibilmente a far pervenire tramite il Vaticano una richiesta urgente di tregua al governo italiano a favore dei soccorsi ai nostri soldati sepolti dall’esplosione sotto la cima.
L’intervento mise in grande difficoltà il governo italiano che da un lato non sapeva come giustificare l’ordine di tregua ai propri comandi (che infatti non la concessero), e dall’altro doveva comunque rispondere al Vaticano. Dalla vicenda ne sortì di fatto un incidente diplomatico che compromise in buona parte le relazioni tra Italia e Santa Sede riguardo le notizie da commentare e pubblicare a mezzo stampa nel corso del resto del conflitto.
L’abitato della contrada Campana, a Tonezza del Cimone, distrutto dai bombardamenti (Archivio Storico Dal Molin).
Il cratere del Cimone nel lato della galleria, attrezzato a difesa dagli austro-ungarici (Archivio Storico Dal Molin - Collezione Minto).
Carlo d’Asburgo in visita al comando di Monte Rover, settore Vezzena, Altopiani di Folgaria e Lavarone (Collezione Stefano Aluisini).
Accampamento del X/59° Rainer nella Valle di Campomulo sull’Altopiano dei Sette Comuni; a sinistra si vede la sezione macelleria con le mezzene di bovino appese a un palo (Archivio Storico Dal Molin - album reggimentale del X/59°).
Messa al campo sul Monte Rombon (Archivio Storico Dal Molin).
Anche durante l’offensiva di Caporetto, pur di recuperare alcuni Alpini assiderati isolati sul Rombon, Padre Spitzl non esitò a mobilitare i propri comandi per i soccorsi. Perfettamente a suo agio con l’ultimo dei soldati semplici, così come con le alte gerarchie e lo stesso Carlo I d’Austria, ricordato in diversi aneddoti personali, rimasto sempre fedele alla sua missione spirituale e misericordiosa, questo giovane Feldkurat ha lasciato un segno indelebile nella storia del “suo” 59° Rainer di Salisburgo. Dopo anni di guerra, dal Monte Cimone, a Caporetto e al Monte Grappa, il buio della sconfitta accompagnò infine Padre Spitzl al suo ritorno nella Madrepatria, dissoltasi con quella Monarchia alla quale restò sempre fedele e profondamente legato.
Alcuni Rainer consumano la loro “riserva” di castagne il 1° novembre 1917, poco prima di lasciare il Monte Civerone e ripartire per l’Altopiano dei Sette Comuni dove sosterranno altri duri combattimenti (Archivio Storico Dal Molin).
Militari del 3/27a Compagnia di marcia del 59° Rainer” ritratti sul Monte Gron (m. 599), sul confine tra le località di Vezzano e di Terlago - TN (Archivio Storico Dal Molin).
Posto di comando del 107° Fanteria il reparto dove confluiranno diverse aliquote del 59° Rainer (Archivio Storico Dal Molin).
Pochi sanno però che la straordinaria vicenda umana di Padre Spitzl proseguì ben oltre il primo dopoguerra, con il benedettino deciso ad affrontare le spire del Nazismo, impadronitosi dell’Austria con l’Anschluss e poi di gran parte dell’Europa. Dopo anni travagliati e il peggiore conflitto nella storia dell’umanità, nel momento più buio della Storia egli diverrà infatti ancora una volta protagonista, forte di quell’infinita pietà che riusciva a infondere sulle ali del proprio ascendente pastorale, tempratosi sui campi di battaglia degli Altopiani e del Monte Cimone durante la Grande Guerra.
Graz, 1938: manifestazione per l’Anschluss (Coll. Stefano Aluisini).
Due soldati statunitensi posano vicino a un cartello stradale prima di varcare il confine austriaco (Collezione Stefano Aluisini).
La distruzione provocata dai bombardamenti alleati a Vienna in una fotografia di Kärntner Strasse, una delle più celebri vie del centro della capitale, scattata da una fonte statunitense nella mattina del 9 agosto 1945 (Collezione Stefano Aluisini).
Nota immagine di un’udienza del processo di Norimberga; questo esemplare è autografato da uno dei soldati di guardia vicino al settore degli interpreti (Collezione Stefano Aluisini).
La parte finale del libro svela infatti come nel 1946 una traccia sottile, ma determinante, lega Padre Bruno Spitzl alle pagine meno conosciute del processo di Norimberga dove il mistero della Fede e della Redenzione nasconde il senso della sua ultima e disperata “missione”, quella di salvare un’anima che tutti consideravano perduta. Una vicenda da noi ricostruita in alcuni capitoli con l’aiuto di diversi studiosi, musei ed archivi internazionali.
Alcuni anni dopo Padre Spitzl tornò in Italia, celebrando un’ultima Messa sul Monte Cimone, visitando Folgaria e il Sacrario del Leiten di Asiago. Come lui avrebbe voluto, il nostro volume si conclude nella Memoria dei suoi “Rainer” caduti sugli Altopiani, molti dei quali sepolti a Folgaria; nel corso del libro sono tanti i nomi che abbiamo ricordato, accompagnandoli con fotografie o note personali e, dove possibile, rintracciandone la sepoltura.
Il cimitero militare austro-ungarico di Folgaria in una fotografia d’epoca (Archivio Storico Dal Molin - Collezione Minto).
Veduta odierna dello stesso luogo (fotografia di Stefano Aluisini).
La celebre basilica di pellegrinaggio del XVII secolo di Santa Maria Plain, situata sul colle Plainberg a Bergheim (Austria), a soli 4 km dalla città di Salisburgo. Famosa per ospitare un miracoloso quadro mariano e per i concerti che vi teneva Mozart, l’antica basilica era il “luogo del cuore” per il coraggioso Padre Bruno Spitzl che qui volle trascorrere gli ultimi anni della sua vita (Collezione Stefano Aluisini).
Di seguito i rendering di alcune delle pagine dell’inserto fotografico che raccoglie le oltre 200 fotografie presenti sul volume:
“UN SOLDATO DI DIO” sul quindicinale “L’Altopiano” del 18 luglio 2026
Nel luglio 2026 appena ricevute le prime copie de “UN SOLDATO DI DIO”, abbiamo deciso di deporne simbolicamente una per ciascuno dei luoghi nei quali Padre Bruno Spitzl visse la propria esperienza di guerra sugli Altopiani (Monte Cimone, Cimitero Crosati di Tonezza, Malga Seconda Posta, Cimitero A.U. di Folgaria). Il destino deciderà a chi farle trovare…Anche se li frequentiamo da molti anni oggi, se possibile, ci siamo accostati a questi luoghi con un rispetto ancor più deferente, già memori del valore dell’uomo, visti i molti aspetti sconosciuti e sorprendenti appresi durante le nostre ultime ricerche sulla vita di Padre Bruno la cui opera proseguì passando attraverso un altro e ancor più terribile conflitto.
“UN SOLDATO DI DIO” IN LIBRERIA
Scatti dalle librerie “Palazzo Roberti” (Bassano del Grappa), “Giunti” (Asiago), “Tre Pini” (Folgaria e Asiago), “La Bassanese” (Bassano del Grappa)
“UN SOLDATO DI DIO” ALLA BIBLIOTECA “MARIO RIGONI STERN” DI CESUNA - IN RICORDO DI LUCIANO VALENTE: 17 LUGLIO 2023 - 17 LUGLIO 2026
“UN SOLDATO DI DIO” AL MUSEO DELLA GRANDE GUERRA DI CANOVE (ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI)
Il 15 luglio 2026 “UN SOLDATO DI DIO” è passato dal Museo della Grande Guerra di Canove, autentica eccellenza della Memoria, nato oltre mezzo secolo e curato da uno staff di grandissima competenza, diretto da Vittorio Magnabosco. Recentemente ampliato e ristrutturato conta oltre 8.000 reperti, molti dei quali rarità assolute acquisite anche grazie alle relazioni intrattenute con case d’aste internazionali e collezionisti esteri. Non mancano ovviamente donazioni private oltre ai rinvenimenti diretti dello staff del Museo. Tutto questo ha portato la sua notorietà ai massimi livelli tanto che non si contano le donazioni di famiglie sia italiane che straniere, in particolare britanniche, le quali decidono di lasciare a questo straordinario Museo i ricordi più cari. La stretta collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e le principali Istituzioni nazionali ha consentito di incrementare notevolmente anche l’esposizione di armi e materiali della Grande Guerra (e non solo) anche se ciò che colpisce dipiù sono le storie struggenti che nascondono i reperti più piccoli e personali, svelati da Vittorio Magnabosco durante le visite guidate. Tra i reperti una sagoma metallica utilizzata dai “Rainer” di Padre Bruno per le esercitazioni di tiro e trovata in tra le ex postazioni del 59° Reggimento. Il Museo custodisce anche la medaglia commemorativa realizzata dal paese natale del Maresciallo Angelo Cosmano, MOVM sul vicino Monte Lemerle, il Sottufficiale più decorato d’Italia, trail drappello che portò a spalle il Milite Ignoto al Vittoriano, donata alcuni anni fa dalla A.S.C. Fronte Sud Altopiano Sette Comuni.
“Un soldato di Dio” esposto al Museo di Canove.
La medaglia commemorativa del Mar. Cosmano.
La teca dedicata per volontà della famiglia al Ten. Decio Raggi, prima MOVM della Grande Guerra.
La sagoma utilizzata dai Rainer del 59° Regg.to per le esercitazioni di tiro.
“UN SOLDATO DI DIO” A FORTE CORBIN (ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI)
Il 14 luglio 2026 “UN SOLDATO DI DIO” è stato a Forte Corbin, iconico luogo della Memoria della Grande Guerra gestito dalla famiglia Panozzo, e in continua crescita grazie al lavoro di Ilaria e Marco, che tra le vestigia della fortezza ospita un notevole museo, mostre temporanee e alcuni lasciti per opere del Dott. Zangirolami e reperti dela Collezione Rovini che si sono recentemente uniti alle risorse già presenti nel Forte. Dal fronteggiante Cimone, Padre Spitzl vide l’avanzata del “suo” X/59° in direzione del Monte Cengio.
Con Ilaria e Marco…
UN SOLDATO DI DIO IN LIBRERIA (DAL 15 LUGLIO 2026)
Alcuni scatti provenienti da Giunti (Asiago), Libreria Tre Pini (Asiago e Folgaria), Libreria “La Bassanese” (Bassano del Grappa).
Anteprima estate 2026: Gallio - Altopiano dei Sette Comuni, 17 luglio 2026 ore 20.30
L’anteprima si terrà come da tradizione sull’Altopiano dei Sette Comuni; per questo volume è stato scelto il Comune di Gallio presso il quale, nei giorni successivi, si terrà anche una nuova presentazione del nostro libro “Il Capitano - Emilio Lussu”.
Entro il mese di ottobre, anche per il libro “Un soldato di Dio”, provvederemo al consueto programma di donazione ad alcune delle oltre 100 Biblioteche con le quali collaboriamo a livello nazionale e spesso in rete a livello provinciale o regionale (es. OPAC Brescia - Cremona, Rete Biblioteche Vicentine, Biblio - Trentino Cultura, etc.).
Analogamente una copia de “Un soldato di Dio” sarà inviata alle Istituzioni che hanno sempre sostenuto le nostre ricerche e le nostre attività in questi anni, così come sarà consegnata ad alcune Abbazie benedettine in ricordo delle straordinarie gesta di Padre Bruno Spitzl.
Le prime spedizioni a Istituzioni e Biblioteche di luglio ‘26
La recensione di Caterina Maniaci sull’agenzia di stampa cattolica ACI STAMPA del 24 luglio 2026 del nostro libro “UN SOLDATO DI DIO”: leggi l’articolo
Di Caterina Maniaci
Asiago , venerdì, 24. luglio, 2026 16:00 (ACI Stampa).
Gli proibiscono di uscire: fischiano proiettili da ogni parte, il cielo è una cappa scura e ostile, niente e nessuno muoversi dalle proprie posizioni. Padre Bruno lo sa, ma sa anche che lì fuori, in mezzo alla tempesta di fuoco e di vento, di neve, ci sono uomini feriti, agonizzanti; i loro lamenti non possono essere ignorati, anche se non arrivano fisicamente fino a lui. Però è come se li sentisse, più forti che mai. Gli squarciano il cuore, lo fanno sentire come se fosse lui stesso a colpirli, a ferirli, a lasciarli, soli, nel buio, soli in faccia alla morte. Allora si alza e scavalcano le recinzioni, gli sbarramenti, va a cercarli, tentando di trascinarli con se’ , di portarli al riparo, di tenere loro la mano nell’ultimo momento… Non importa se siano suoi connazionali, soldati dell’impero austroungarici, o se siano “nemici”, quegli italiani che combattono ormai senza speranza, con armi vetuste e insufficienti, con gli scarponi sfondati…
Oggi i luoghi del massacro risplendono sotto il sole e un fresco vento scompiglia le cime degli alberi e accarezza le balle di fieno già raccolto. Difficile rievocare i lunghi giorni, mesi, anni di sangue passati tra le cime, le valli, le contrade dell’altopiano di Asiago, dove sono stati consumati i combattimenti della Grande Guerra dal 1915 al 1918. Con un bilancio terribile di carneficine, sconfitte, crollo dell’Impero, famiglie spezzate e ridotte alla miseria più nera, spalancando le porte a dittature e agli orrori della seconda guerra mondiale. Tuttavia, anche in questi momenti più bui della storia, emergono storie come quella di padre Bruno Spitzl, benedettino dell'Abbazia di Salisburgo, Feldkurat del 59° Reggimento Rainer dell'esercito austro-ungarico. Dalla Galizia e dai Carpazi ai campi di battaglia degli Altopiani, del Grappa e di Caporetto. Le più toccanti testimonianze raccolte da Marco Cristini, Stefano Aluisini, Ruggero Dal Molin raccontano nel libro dal titolo “Un soldato di Dio”; attraverso testimonianze e studi di archivi emerge la sofferenza della popolazione civile, prima vittima di ogni guerra, e lo sforzo di salvare ogni vita possibile, anche tra gli stessi "nemici" di allora. In primo piano la figura di questo sacerdote straordinario il cui ruolo nella Storia proseguirà oltre la Seconda Guerra Mondiale, quando un filo rosso svela la sua misteriosa e più difficile "missione" nascosta tra le pagine più oscure del processo di Norimberga nel 1946. Anche durante l’offensiva di Caporetto padre Spitzl, in quanto Feldkurat, non esita a forzare gli alti comandi per salvare alcuni soldati italiani assiderati, isolati sul Rombon. Perfettamente a suo agio con i soldati semplici, così come con lo stesso Imperatore d’Austria, ricordato in diversi aneddoti personali, rimane fedele alla propria missione spirituale e misericordiosa. Ma la sua storia continua ben oltre, quando il benedettino non esita ad affrontare la brutalità del nazismo, impadronitosi dell’Austria con l’Anschluss e poi di gran parte dell’Europa.
Nella parte finale del libro si svela infatti come, divenuto parroco a Vienna cerca di opporsi in tutti i modi alla dittatura, perseguitato dalla Gestapo, e viene a contatto, tra gli altri con Arthur Seyss-Inquart, politico, avvocato e criminale di guerra austriaco. Succeduto rapidamente nel 1938 a Kurt Alois von Schuschnigg in qualità di nuovo Cancelliere, con le istruzioni ricevute per telefono da Hermann Göring apre le frontiere del paese alle truppe tedesche, permettendo l'Anschluss dell'Austria al Reich, del quale è sostenitore. Dal 1940 al 1945 ricopre il ruolo di Reichskommissar dei Paesi Bassi e, per due giorni, fu anche Ministro degli Esteri del Reich. Viene condannato a morte al Processo di Norimberga nell'ottobre del 1946.
Qui entra in scena il mistero della Fede e della Redenzione, che sempre sono il faro della vita di padre Bruno, che si lancia nella sua ultima e disperata “missione”, quella di salvare solo un’anima che tutto il mondo odiava e considerava perduta: una vicenda ricostruita nei capitoli finali del libro grazie alla collaborazione di diversi studiosi, musei ed archivi internazionali. Seyss- Inquart sarà l'ultimo a salire sul patibolo la mattina del 16 ottobre, e le sue ultime parole furono: Spero che la mia esecuzione sia l'ultimo atto della tragedia della seconda guerra mondiale e che il mondo impari da questa guerra come la pace e la comprensione debbano esistere fra i popoli. Credo nella Germania”.
Pochi anni dopo padre Spitzl torna in Italia, come era suo desiderio profondo, celebrando una Messa su quel Monte Cimone dove aveva vissuto alcune delle pagine più terribili della sua vita, visitando Folgaria e il Sacrario del Leiten di Asiago. Come egli avrebbe voluto, hanno spiegato gli autori, il volume si chiude con la memoria dei suoi “Rainer” caduti, molti dei quali sepolti al Cimitero Militare di Folgaria; del resto, sono molti i nomi dei giovani soldati austro-ungarici caduti in battaglia con il 59° Reggimento che sono stati ricordati e, dove possibile, rintracciandone la sepoltura. Atto di pietas e di fedeltà alla storia.
