Collezione Stefano Aluisini
FONDO STEFANO MURA - I (WW1)
Raccoglie diverse cartoline e fotocartoline dei primi anni del Novecento e del periodo della Grande Guerra, sia viaggiate che non, spedite attraverso posta militare per via ordinaria.
CARTOLINE AUGURALI PER LE CASE DEL PANE - SOTTO L’ALTO PATRONATO DI S.M. LA REGINA MADRE (1907 -1910)
Una delle iniziative benefiche di S.M. Margherita di Savoia che, attraverso queste cartoline augurali, sovente a soggetto agreste per dipinti di noti pittori (come Cascella o Baccarini), finanziava la fornitura di pane alle persone e alle famiglie meno abbienti. Le cartoline erano accompagnate da particolari “chiudilettera” o “erinnofili” (di diverso colore) normalmente da 5 centesimi, già applicati sul retro e autorizzati dal Ministero delle Poste e Telegrafi del Regno d’Italia.
Di seguito una rara cartolina proveniente dal Regno d’Italia, in particolare da Venezia ove il mittente era domiciliato in Dorsoduro - Sant’Agnese 906, viaggiata, spedita l’11 gennaio 1908 e destinata alla Svizzera (Berna). Un esemplare con doppio cartoncino in rilievo a soggetto tricolore, scritta in tedesco sul retro con una bella e fitta grafia. L’esemplare riporta in fondo la stampigliatura del riferimento all’Atelier Guggenheim.
Chi scrive, tale Schmitz, la cui famiglia era probabilmente originaria di Thun (vicino a Berna), fa riferimento a una sua grave malattia, che sta curando già da venti sedute, il cui dolore deve essere lenito anche con il ricorso a iniezioni di creatina o alla morfina in polvere. Al termine dello scritto il mittente parla anche di una terapia con raggi Roentgen (raggi X) che secondo i medici dovrebbero rallentare la malattia.
Sotto una cartolina non scritta, di produzione italiana, raffigurante un classico dei panorami delle Prealpi Vicentine con in bella vista “La Montanina” del poeta Fogazzaro a Velo d’Astico, allo sbocco della valle che vide arrestarsi la “Strafexpedition” austro-ungarica nel maggio/giugno del 1916. Costruita nel 1907, scelta come scenario del suo ultimo romanzo (“Leila” - 1910), la romantica dimora andrà infatti distrutta durante la Grande Guerra. Verrà recuperata solo alla fine degli anni Venti da Mons. Francesco Galloni; oggi ospita l’Opera Italiana Pro Oriente, la casa delle Figlie di Santa Maria Annunciata e un luogo di meditazione.
Sotto una foto-cartolina del periodo pre-bellico, scattata presso lo studio Lusardi di Modena, inviata da Castelfranco Emilia e raffigurante un gruppo di militari del 36° Reggimento Fanteria della Brigata “Pistoia” che aveva appunto sede a Modena. Fu evidentemente spedita all’interno di una busta, andata perduta.
Uno di loro, Giuseppe Giacometti, il 14 maggio 1911 scrive a un amico di essere stato a casa in licenza alla fine di marzo e che alcune “giovinette” di Trentano (paese vicino a Domodossola) gli hanno raccontato che anche lui (il destinatario) era stato là a fare “allegria” per Carnevale. Lo rassicura della sua buona salute e spera altrettanto dell’amico e delle figlie mentre “si avanza anche la borghesia” (è quasi ora del congedo). Nell’elenco dei Caduti della Grande Guerra, scoppiata 4 anni dopo, per fortuna non risulta un Giacometti della zona di Domodossola.
La cartolina che segue fa invece parte dei diversi esemplari indirizzati da varie persone ai membri della famiglia Fradelizio di Domodossola il cui capostipite era un noto “fumista” (spazzacamino). Con un dipinto a tema risorgimentale sul fronte (le “cinque giornate” di Milano), purtroppo danneggiato da alcuni scarabocchi, è compilata sul retro in bella grafia, perfettamente leggibile.
Scritta la sera del 9 aprile 1914 alla signora Giovanna Fradelizio, reca il messaggio di una conoscente o parente (Corinna) onde ritirare alcune fotografie già pagate per metà da consegnare al cugino Lanzi affinché le porti alla mittente. Colpisce il tratto di penna con il quale è stata cancellata la dicitura “Cartolina postale italiana”.
