Collezione Stefano Aluisini
FONDO STEFANO MURA - II (1915-1918)
Raccoglie diverse cartoline e fotocartoline del periodo della Grande Guerra, sia viaggiate che non, spedite attraverso posta militare per via ordinaria.
Di seguito cartolina emessa dall’Opera Nazionale per le Navi Asilo, pensate per accudire gli orfani della Grande Guerra (argomento trattato nel nostro libro “Il Capitano”) e alla fonda in alcuni porti italiani. Le navi proseguiranno la loro attività di accoglienza ed educativa (ospitavano a bordo le lezioni della scuola vicina) e saranno infine assorbite dall’Opera Nazionale Balilla con l’avvento del fascismo. Il soggetto è un’allegoria delle nuove battaglie che attendevano la Regia Marina con una citazione dannunziana.
Inviata dall’Italia alla Svizzera (affrancata con un francobollo della Croce Rossa) il 23 agosto 1916 e verificata dalla censura. Nel retro manoscritto si fa riferimento al ricevimento di alcuni pacchi e alla speranza di rivedere la moglie e il caro bambino. Si conclude con “4 baci di cuore” e una firma illeggibile. Il mittente resta infatti sconosciuto.
Sotto un cartoncino prestampato da un’azienda di Carpi (Modena(, viaggiato come cartolina tramite posta internazionale, destinazione Svizzera (Zurigo). La “Giovanni Ferrari” di Carpi produceva trecce in paglia per uso artigianale (cappelli, borse, etc.).
Scritta il 28 luglio del 1917 contiene alcune note su un contenzioso commerciale di 2.300 lire riguardo una partita di merce con parole piuttosto decise nei confronti del debitore svizzero a firma dello stesso titolare della ditta Giovanni Ferrari.
Di seguito una cartolina in franchigia prestampata per prigionieri di guerra austro-ungarici in Italia, scritta il 30 ottobre del 1916 da un soldato ungherese e inviata a Budapest. Si tratta del Cadetto Dott. Eugen Kletzar, impiegato per lavori stradali e di fortificazione nel settore di Moncenisio. Era nativo di Gyor (Ungheria), aveva ventotto anni e apparteneva al 2° Battaglione del 17° Gebirgsartillerieregiment (Artiglieria da montagna). Consultando gli elenchi delle perdite del reparto risulta la data del 23 settembre 1916 con l’indicazione evento “kriegsgefangen”, quindi si spera che sia sopravvissuto e alla fine della guerra abbia potuto fare ritorno al suo paese. Nelle sue righe perfettamente leggibili si legge, rivolta all’interlocutore, l’ombra del dubbio sulla reale buona situazione in Ungheria.
“Moncenisio, 30 agosto 1916. Cara Tanonka! La ringrazio moltissimo per il suo bel biglietto del 17/18. Mi fa molto piacere che i miei cari conoscenti si prendano cura di me con i loro gentili messaggi, tanto più che mi sento molto infelice. Mi consola, tuttavia, sapere di non essere il solo per cui questa perdita è diventata insopportabile. Spero che i suoi cari fratelli stiano bene. Anch'io non ho nulla di cui lamentarmi; in questi giorni si ha bisogno di tante risate. Ma è davvero così nella splendida Budapest? Qui abbiamo solo una bella regione con aria pura, le montagne più alte del mondo e tanta neve. Le mando i miei più cordiali saluti”.
Sotto invece la cartolina prestampata su formato della Croce Rossa, scritta il 1° febbraio 1918 da un militare italiano prigioniero in Austria, il Sottotenente degli Alpini Giulio Martelletti, inviata alla madre Teresa, vedova, che risiedeva a Crevola d’Ossola (Crevoladossola). Il nome del giovane ufficiale non risulta tra i Caduti della Grande Guerra, quindi si spera che Giulio ritornò a Crevoladossola;e compare invece tra le perdite il nome di Stefano Martelletti (di Ferdinando), Caporale del 202° Reggimento Fanteria, morto nel 1916 sul Carso per le ferite riportate in combattimento.
“1° febbraio 1918 - Carissima mamma, sono lieto di poterti dire che ieri ho ricevuto il tuo pacco contenente: 1 paio di mutande, 1 maglia di lana, 1 camicia, 1 paio di calze di lana, 1 fazzoletto, 1 saponetta e 5 pacchetti di (sigarette) Macedonia, Credo sia tutto quanto mi avete premurosamente spedito benché il pacchetto fosse già stato aperto. Nella mia camerata su 56 (prigionieri) sono il primo favorito aprendo l’unico pacco. Presto arriverà quello della Croce Rossa coi viveri, Ove non l’avessi ancora fatto, ti prego inviarmi i colletti, ancora qualche paio di calze anche di cotone, ma robuste, i pantaloni col berretto da S.Ten Alpino e poi le scarpe e quello che già ti dissi e che ti può essere consigliato da qualche persona pratica e che Virginia potrà interessare. Potete spedire fino a 5 Kg per pacco. Ringraziandoti ti abbraccio e ti bacio colle sorelle e i nipotini, il tuo Giulio”.
La cartolina che segue fa parte della corrispondenza ricevuta dal Sig. Leonardo Fradelizio, “fumista” (spazzacamino) di Domodossola ed è stata scritta il 6 agosto 1917, durante la Grande Guerra, da un conoscente, tale Nicola Conti, assegnato al Deposito del 7° Bersaglieri (4^ Compagnia) presso la Caserma “Goito” a Brescia (attuale Centro Documentale dell’Esercito). Un giovane, nato il 6 gennaio 1897 a Pofi-Frosinone, sopravvissuto fortunatamente ai primi combattimenti, come racconta nella sua cartolina, ma che pochi mesi dopo incontrerà il suo tragico destino. Morirà infatti il 21 dicembre 1917 alla Stazione Ferroviaria di Mestre “per fatto di guerra”. Sarà inizialmente sepolto a Mestre e poi traslato al Sacrario Militare del Leiten di Asiago, sull’Altopiano dei Sette Comuni.
“Brescia, 6 agosto 1917 - Caro … (probabilmente un soprannome), oggi mi trovi qui a Brescia mentre potevo essere benissimo a Dessera (?) o a Trontano a passare il giorno della Madonna (8 settembre) insieme ma pazienza si farà un’altra volta. Il giorno è cominciato benissimo anche qui e continua con molta allegria. Ora vi dico la cosa come sia combinata trovando il mio Tenente con altri compagni tutti quanti rimasti feriti il buon Tenente ha voluto pagarmi da mangiare e da bere con grande divertimento in onore della nostra fortuna che abbiamo avuto nei combattimenti dei giorni passati. In questi giorni lavoro a casa di un Maggiore. Dunque spero bene di passare ancora qualche giorno qui a Brescia, il Tenente martedì parte di nuovo per il fronte. E (soprannome) non so quando potremo ancora andare insieme ma anche il (…) si fa ricordare. Ma speriamo di rivederci presto. Ricevete cordiali ringraziamenti. Vi lascio coi più caldi saluti e baci carissimi moglie e figli cari. Firmato vostro Nicolino”.
Sacrario del Leiten di Asiago: il riquadro con la tomba di Nicola Conti (al centro in basso).
Il particolare della tomba del Bersagliere Nicola Conti, del 7° Reggimento.
Di seguito una cartolina militare in franchigia inviata sempre a Leonardo Fradelizio di Domodossola ma stavolta da Francesco Tozzi, geniere della 273^ Centuria - 2° Battaglione, assegnato alla Scuola Bombardieri di Susegana dalla quale la spedisce. Il testo sul retro, scritto in matita, è troppo sbiadito e non consente di decifrarlo così come la data di invio.
Sotto la cartolina scritta il 28 settembre 1918 da Sant’Arcangelo di Romagna (Forlì) da una giovane recluta, Guglielmo Dalla Fontana, che qui fece il proprio giuramento militare. Il destinatario è il padre Antonio, residente in Svizzera.
“Sant’Arcangelo, 28 settembre 1918 - Caro babbo, ho ricevuto oggi la tua cara del 23 ove intesi la vostra buona salute: vi ringrazio delle 50 lire per i (…) ma preferisco (…) Svizzera perché più a buon mercato quando verrò in licenza. Ma per adesso niente licenza essendo venuti nuovi ordini che cambiano la situazione. Saluti a tutti voi da Guglielmo Dalla Fontana”.
