Collezione Stefano Aluisini
FONDO MURA - V (WW2)
Comprende alcune cartoline e fotocartoline relative alla Seconda Guerra Mondiale. Diversi esemplari fanno parte della corrispondenza ricevuta dal Sig. Albino Morisetti, di Varzo “Centro” (Domodossola, Novara), ovvero il barbiere del paese. Sono missive inviategli dal suo gruppo di amici, spesso inviati sotto le armi, che scherzosamente si chiamava “la Banda” (del parrucchiere). A loro si affiancano quelle che si scrissero i fratelli Colli, sempre della zona. Nella fotografia a destra sono ritratti un Carabiniere ed alcuni militari della c.d. “Guardia alla Frontiera”. Questa fotografia è stata rinvenuta insieme ad alcune cartoline, anche una con l’effige di quel reparto, che potrebbero essere state scritte da uno dei giovani ritratto nell’immagine.
La prima cartolina, a tema quasi allegorico, è stata scritta da Aosta il 6 febbraio del 1941 e porta il saluto del suo “cliente”, tale Alfredo, e di altri compagni presso la Caserma Duca degli Abruzzi, sulla collina Beauregard, oggi sede della Scuola Militare Alpina. Nulla a che vedere con quella che sarà di lì a poco la terribile realtà della guerra.
Una seconda, del medesimo tenore, indirizzata espressamente ad Albino Morisetti e alla “Banda Parrucchiere”, proviene dal 6° Centro Automobilistico di Bologna e venne scritta il 18 novembre 1941, mittente un amico dal nome illeggibile. Tristemente surreale il timbro di annullo “Visitate l’Italia”, apposto in tempo di guerra.
Una terza cartolina, in franchigia militare, giunge al “Signorino” Albino Morisetti. Scritta l’8 gennaio 1942 reca sul retro in alto a sinistra gli emblemi del Partito mentre il fronte rappresenta una scena di guerra con una citazione mussoliniana presa da “Il Popolo d’Italia” anche se il testo appare a tratti quasi farneticante per quanto da adattare al contesto del periodo (si parla del supercapitalistico caos… in una Russia bolscevica). L’articolo da cui è tratta, del 13 giugno 1937, si riferiva infatti in realtà al capitalismo liberale di matrice anglosassone e americana, non di certo alla situazione sovietica. La cartolina venne scritta dall’Alpino Antonio Carloni (Tonio per gli amici), della 7^ Compagnia del Battaglione “Intra” - 4° Reggimento. I dati sui Caduti nella Seconda Guerra Mondiale riportano questo nome come deceduto il 1 giugno del 1943 in Francia ma non è possibile accertare il reparto di appartenenza e un’eventuale omonimia.
Un’altra cartolina allegorica sugli Alpini viene inviata a Morisetti da Aosta il 4 febbraio del 1942, firmata da un gruppo di compagni. Il mittente chiede al parrucchiere di Varzo notizie della destinazione di altri amici, ormai tutti in procinto di essere travolti dalla guerra. Il nome di uno di coloro che hanno firmato in calce la cartolina, dalla grafia forse proprio il mittente, Ettore Mattei, risulta omonimo di un caduto in Russia il 31 gennaio del 1943, durante le disperate battaglie per il ripiegamento. Non era però possibile accertarne l’effettiva corrispondenza di costui (nativo di Serravezza) con l’amico di Morisetti a causa della revisione in senso restrittivo dei dati pubblicati dal Ministero della Difesa (privi del luogo di nascita e del reparto di appartenenza). Il dubbio sarà fugato da una cartolina illustrata più avanti, scritta dallo stesso Mattei, datata agosto 1943, che quindi all’epoca era ancora in vita.
La cartolina seguente, di fatto una lettera per la copiosa missiva sul retro, viaggiata per posta militare, fu scritta il 12 settembre 1942 dal Geniere Mario Ariola al suo commilitone Giuseppe Colli, presso il Genio d’Armata di Candiolo (Torino). Quest’ultimo nominativo, peraltro comune, ma che risulta nativo della provincia di Novara, risulta tra i Caduti in Russia in data 25 gennaio 1943, durante la grande ritirata. Tra le righe il timore che anche l’amico stia per partire lasciando la caserma comune dove ancora si trova (forse invece il mittente è già al fronte); il testo si chiude con “Auguri e in gamba che presto saremo a …”.
Altra cartolina a colori di stampo quasi allegorico, che per nulla corrispondeva al vero volto della guerra, e in particolare a quello della Seconda Guerra Mondiale. Anche questa spedita da Aosta (sede di numerose caserme per gli Alpini) ad Albino Morisetti di Varzo, il 14 febbraio del 1942. Il mittente è l’amico Ettore Mattei, la cui firma compare anche in cartoline precedenti, come quella di Teofilo Piretti, probabilmente un altro amico della “Banda del Parrucchiere”. A queste firme si aggiungono quelle di altri commilitoni, come gesto di amicizia, anche se probabilmente sconosciuti per Morisetti.
Come abbiamo visto, le cartoline tra Morisetti e i suoi amici si intrecciano nel corso del tempo con quelle tra il Geniere Giuseppe Colli del II Magazzino Genio d’Armata e i commilitoni, gruppi di giovani che assai probabilmente non si conoscevano, ma risiedevano nella zona di Novara. Piccoli foglietti dalle mille parole, scritte con una grafia incerta, cariche di preoccupazione e malinconia. In questo caso la cartolina, con una grande frase propagandistica stampigliata appositamente sul fronte, viaggiata per posta militare arriva dal fratello, che si trova a casa, forse perché altri due fratelli erano già sotto le armi, e fu inviata dal Canton Ticino il 22 gennaio 1943. Non è possibile sapere come il destino dividerà le loro sorti dopo l’8 settembre del 1943, comunque in un caso finite tragicamente.
Nel testo, tra le righe, si fa riferimento ad amici o parenti di Preglia e Castelletto (Ticino) ma soprattutto a Remo Colli, forse un altro fratello, allora presso il Campo Scuola Paracadutisti di Viterbo, inquadrato nella compagnia cannoni da 47/32. E’ molto probabile che il giovane, se nativo di Crevadossola, sia purtroppo caduto in battaglia in Italia l’8 luglio del 1944.
A sinistra e sopra una cartolina dal tenore palesemente propagandistico e antiamericano, sfrontato visto lo strapotere delle forze statunitensi rispetto al Regio Esercito. Si torna alla corrispondenza verso Albino Morisetti, con questa cartolina inviata per posta militare dallo Squadrone Comando del Reggimento “Nizza Cavalleria” il 5 ottobre del 1943. E’ inviata con i suoi saluti dall’amico “Cecchino”, ovvero Francesco (forse di cognome Cuerini).
La cartolina di seguito, analoga ad alcune delle precedenti, e che reca in aggiunta sul fronte il timbro della Ass.ne Giovanile di Azione Cattolica “Speranza di Castelletto Ticino”, fu inviata sempre al Geniere Giuseppe Colli dal fratello il 12 aprile 1943. Porta stavolta i saluti affettuosi della mamma e dell’altro fratello rimasto con lei (Sandro?).
Sotto un’altra cartolina indirizzata a Morisetti di Varzo. Sul fronte un tema allegorico ispirato al VIII Guardie alla Frontiera, il Corpo nel quale servivano i giovani ritratti nella fotografia di copertina di questa sezione, una foto rinvenuta insieme a queste cartoline (è quindi probabile che tra loro vi siano i protagonisti della corrispondenza). Questa pare inviata da Natale Testori all’amico Morisetti il 21 giugno 1943 (la cartolina è firmata anche da un altro o da un militare della 9^ Compagnia dell’VIII G.G.F. del quale non si riesce a decifrare il cognome (di nome Augusto).
Cartolina in franchigia inviata per posta militare sempre al parrucchiere Morisetti di Varzo, chiamato “carissimo amico”. In questa serie di stampati la propaganda rivela il suo volto più oppressivo e sospettoso, abbandonando i toni trionfalistici che mal si addicevano al reale corso della guerra ormai noto a tutti. Il mittente è l’Alpino Chiabotti (?) della 91^ Compagnia Battaglione Alpini “Monte Cervino”, un’unità “d’elite” che si era distinta sino all’ultimo per la sua resistenza anche durante la ritirata di Russa, pochi mesi prima dell’invio di questa cartolina, il 21 giugno del 1943.
Un’ulteriore cartolina dall’Alpino Ettore Mattei, 2° Battaglione Reclute Comp. A.A., (dove forse svolgeva un incarico da istruttore, data la sua lunga permanenza) dislocata a Porta Littoria in Aosta, inviata all’amico “giovanotto” Albino Morisetti di Vasto il 3 agosto 1943. Questo potrebbe provare che Ettore Mattei non è il nominativo che compare sull’elenco dei Caduti come morto in Russia nel gennaio del 1943.
Colpisce come l’ultima cartolina di questa raccolta sia datata poco prima dell’8 settembre 1943, una data che rivoluzionerà i destini di questi giovani, alcuni dei quali, tornati a casa, probabilmente passeranno nella Resistenza.
