STRAFEXPEDITION 1916-2016: ALLE ORIGINI DEL PROFUGATO

Nel centenario della “Strafexpedition” l’Associazione Storico Culturale Fronte Sud Altopiano 7 Comuni e l’Archivio Storico Dal Molin dedicano l’annuale convegno associativo al ricordo di quel particolare momento della Grande Guerra al quale si ricollega la stessa genesi del Profugato Altopianese. Un tema che riporta drammaticamente alle vicende dei nostri giorni e ai catastrofici effetti della guerra sulla popolazione civile costretta ad abbandonare la propria terra. Ai lavori, concentrati per quest’anno in una sola giornata, è abbinata la mostra tematica ospitata all’ultimo piano del Cinema Teatro “A. Palladio” di Cesuna realizzata dallo staff tecnico dell’Associazione (Cesuna – 18 giugno 2016). 

Con la conduzione di Monica e Ruggero Dal Molin, l’intervento di apertura è stato illustrato da Saverio Mirijello che ha approfondito le origini e le dinamiche generali del Profugato nella Provincia di Vicenza durante la Grande Guerra. Lo storico, oltre a ripercorrerne il quadro complessivo, ha come è nel suo stile approfondito anche i risvolti umani e sociali di quelle vicende, illustrandone diverse peculiarità anche grazie ad una serie di fotografie storiche particolarmente emblematiche. E’ seguita la rievocazione degli eventi del giugno del 1916 nella zona di Cesuna e Monte Zovetto a cura di Alberto Lapeschi, nipote di un valoroso Capitano della Brigata “Modena” i cui ordini operativi scritti sono stati illustrati anche ricorrendo alle immagini dei singoli dispacci tramite i quali ci si è potuti calare nei frangenti più dettagliati dei combattimenti durante le fasi più critiche della Strafexpedition. La narrazione è stata condotta su due livelli, quello tattico delle operazioni sul terreno sullo Zovetto ed una più ampia valutazione strategica dei contestuali sviluppi dello scenario bellico generale anche a livello europeo. L’intervento di Alessandro Gualtieri, ripercorrendo gli argomenti trattati nell’ultimo libro dell’autore, ha toccato in profondità l’universo femminile durante la Grande Guerra con una discussione particolarmente coinvolgente, assistita dalla proiezione di molte immagini d’epoca oltre a diversi rari filmati che hanno reso un quadro vivido della condizione delle donne nelle fabbriche, nelle campagne e anche in zona di guerra con un significativo richiamo all’epopea delle Crocerossine. Ha concluso la mattinata di lavori uno splendido intervento dello scrittore Andrea Vollman che ancora una volta ci ha condotto in modo coinvolgente lungo i tortuosi sentieri dell’animo tormentato di Carlo Emilio Gadda la cui vita fu segnata anche dall’esperienza di guerra proprio qui in Altopiano; attraverso la lettura di alcuni suoi passi particolarmente toccanti si è resa percepibile la tragedia intima che accompagnò l’uomo sin dalla gioventù e per buona parte della sua vita oltre che l’interessante parallelismo con la vicenda dei fratelli Stuparich, altrettanto segnata dalla Grande Guerra.

Nel primo pomeriggio, sotto un cielo plumbeo, una provvidenziale interruzione del temporale ha consentito di inaugurare il “Giardino degli Eroi” antistante le vecchie scuole elementari, ora sede, fra l’altro, della Biblioteca “Mario Rigoni Stern”. Alla presenza di alcuni Rievocatori della Brigata “Liguria”, di due Rievocatrici VAD (Voluntary Aid Detachment) Britanniche, di alcuni giovani in costume d’epoca oltre che di numerosi intervenuti, il suono del silenzio e i rintocchi della campana dei Caduti hanno superato per alcuni istanti il rombo dei tuoni che ha accompagnato tutta la commovente cerimonia, quasi a ricordare le cannonate che si abbatterono proprio qui, in questo medesimo luogo, esattamente cento anni fa. Sono stati pronunciati i nomi delle Medaglie al Valore alle quali sono stati intitolati i pannelli posti nel giardino, dove sono state deposte altrettante corone di alloro.

I lavori del convegno sono successivamente ripresi con l’intervento delle Guide Altopiano che ha tracciato il profilo storico, geografico, antropologico e demografico del fenomeno del Profugato Altopianese anche tramite la proiezione di alcune rare immagini d’epoca oltre che attraverso la discussione di numerosi dati statistici particolarmente eloquenti; al termine hanno ritirato sul palco il calendario offerto in dono a tutti i relatori, a nome delle Guide Altopiano, sia Gian Paolo Marchetti che Anna Sella. E’ seguito poi l’intervento di Petronio Draghicchio che a nome della ASC Fronte Sud ha illustrato il nuovo libro scritto sulle memorie di Roberto Polli “Un ragazzo del ‘99” coinvolgendo il pubblico presente sui principali passi di una testimonianza diretta di quel giovane che si trovò a combattere proprio in questa zona un secolo fa. L’ultimo intervento ha gettato un ponte tra il Profugato della Grande Guerra e il tema della solidarietà verso i profughi di oggi, in particolare quelli dell’Africa, grazie all’attività della Associazione Back2Africa condotta da Mario Bernardi. Al termine dell'intervento e prima dell'assegnazione del Premio Gianni Pieropan sono stati consegnati i calendari realizzati dall'Archivio storico Dal Molin a tutti i componenti dello staff tecnico.

Il pomeriggio ha toccato poi uno dei suoi momenti più importanti con la consegna del premio “Gianni Pieropan” (una composizione in legno e resine marmorizzate realizzata da Gianfranco Pesavento), conferito per il 2016, tramite il figlio Alberto del mai dimenticato Storico e Alpinista vicentino, a Gianfranco Valente. E’ il riconoscimento di un’operosità tanto preziosa ed efficace quanto silenziosa e discreta che ha però portato in questi anni al coronamento di diversi significativi progetti con varie e importanti mostre tematiche oltre, nei mesi scorsi, all’inaugurazione della stessa Biblioteca “Mario Rigoni Stern” con il suo Centro di Documentazione sulla Grande Guerra.

Alle ore 17, all’ultimo piano del cinema teatro Andrea Palladio, il nastro tricolore della mostra sulla Strafexpedition e il Profugato è stato tagliato dalla Sig.ra Mantovani, presente a Cesuna anche per il Raduno Internazionale del Fante. Dopo l’introduzione di Ruggero Dal Molin, il pubblico è stato condotto lungo l’itinerario della mostra dallo staff tecnico della ASC Fronte Sud Altopiano Sette Comuni. Di particolare rilevanza quest’anno sia la disponibilità di reperti, tanto civili che militari, oltre che la disposizione di nuove gigantografie retroilluminate, sia d’epoca che attuali, queste ultime scattate in quota dal deltaplano grazie a Fabio Ambrosini che ha ripreso dall’alto alcuni dei luoghi simbolo della Grande Guerra in Altopiano. Numerose le teche con materiale di particolare interesse fornito da diversi collezionisti privati anche provenienti da fuori regione. Il particolare impegno profuso da tutto lo staff tecnico della ASC Fronte Sud Altopiano Sette Comuni ha quindi portato anche quest’anno a realizzare un progetto particolarmente complesso e faticoso ma altrettanto gradito già dai primi visitatori che resterà anche per i prossimi mesi un concreto segnale di forte attrattiva culturale per Cesuna e non solo (impianti e supporto informatico di Giandomenico Stella e Natalino Meneghin, fotografia di Stefano Aluisini e Sergio Giacomelli). Per il Giornale di Vicenza l'evento è stato seguito dal giornalista Renato Angonese.

Il convegno annuale di Cesuna è stato preceduto il 22 maggio da un’importante manifestazione in ricordo delle origini del Profugato Altopianese provocato dalla “Strafexpedition” di cento anni fa. Con una marcia di dodici chilometri da Rotzo sino a Tresché Conca si ripercorreranno le vicende che videro la distruzione del Ponte di Roana e la tragica uccisione dei 79 Bersaglieri Ciclisti del VII Battaglione, uccisi mentre si radunavano da una sola granata di grosso calibro sparata verso la vicina stazione ferroviaria. In ricordo di quegli eventi ecco di seguito le toccanti parole dei diversi Parroci Altopianesi rivolte ai propri fedeli ovunque dispersi nel secondo anniversario di quell'"esodo doloroso" - il messaggio pubblicato da Don Guido Mazzocco e Giovanni Rigoni (Asiago), Don Francesco Zecchinati (Rotzo), Don Giambattista Garrotto (Foza), Don Francesco Caron (Gallio), Don Giovanni Cavalli (Roana), Don Pietro Dal Cason (Conco), Don Costante Marcello (Camporovere), Don Marco Busin (Canove) e Don Gaetano Carollo (Cesuna) - tratto da un originale del "Bollettino dei Profughi" dell'Opera Bonomelli 17 maggio 1918 (Collezione Stefano Aluisini).

Sotto a sinistra il drammatico volantino distribuito alle truppe italiane in ritirata per incitarle alla resistenza il 26 maggio del 1916 durante le prime fasi dell’offensiva di primavera austroungarica. Il testo venne predisposto dal Gen. Guglielmo Pecori Giraldi, nominato urgentemente al Comando della 1a Armata da Cadorna in sostituzione del Gen. Roberto Brusati, ritenuto colpevole della rovinosa ritirata e deferito alla corte marziale. Sotto, a destra, dopo oltre due anni di Profugato e sofferenze di ogni tipo, la popolazione civile Altopianese ritorna tra mille difficoltà a quella terra che aveva dovuto abbandonare precipitosamente durante la “Strafexpedition” (immagini dalla Collezione Stefano Aluisini).