"L'EPOPEA DEI GRANATIERI DI SARDEGNA"

Monte Cengio, l’insormontabile baluardo dei Granatieri di Sardegna. Una fortezza naturale irta su precipizi verticali di centinaia di metri sopra la Val d’Astico, dapprima in parte perduta, poi riconquistata e infine difesa sino allo stremo da alcuni dei migliori reparti dell’esercito italiano. Cerniera dell’estrema resistenza durante la “Strafexpedition”, punto di saldatura fra lo sbocco nella sottostante Val d’Astico e il fronte sud orientale dell’Altopiano di Asiago sia nel 1916 che nel 1918, conserva ancora oggi nella roccia e fra le sue buie gallerie i segni indelebili di quelle terribili battaglie. Con l’acciaio delle schegge di granata delle quali il terreno era disseminato gli Alpini hanno eretto in memoria degli eroici Granatieri la statua di un soldato della Grande Guerra nell’atto di sbarrare la strada al nemico.

Grotta utilizzata da Sezione di Sanità n. 12 - ospedale 112 someggiato - settore del Monte Cengio - Altopiano dei 7 Comuni (gestita dalla 6a Compagnia di Sanità di Bologna - zona Campiello / Val Gievano)

Le pendici nord orientali del Monte Cengio, in direzione di Tresché Conca, videro l'epilogo della vicenda del S.Ten. Carlo Stuparich, irredentista triestino, Ufficiale del 1° Reggimento "Granatieri di Sardegna" che durante le convulse fasi dei combattimenti scatenati dalla "Strafexpedition" del maggio 1916, rimasto isolato dopo una strenua resistenza, si uccise pur di non cadere in mano al nemico. La sua figura è stata ricordata, con una visita alla prima tomba che raccolse le sue spoglie a pochi passi dallo scontro, dalla A.S.C. Fronte Sud Altopiano Sette Comuni con le riflessioni di Mario Rubbo e Andrea Vollman.

"Di fronte a forze nemiche soverchianti, accerchiato da tutte le parti, senza recedere di un passo, sempre sulla linea del fuoco animò ed incitò i dipendenti, finché rimasti uccisi e feriti quasi tutti i suoi granatieri e finite le munizioni, si diede la morte per non cadere vivo nelle mani dell'odiato avversario - Monte Cengio, 30 maggio 1916".

Alla sua memoria furono dedicate le Scuole Elementari di Tresché Conca oggi sede della Fondazione Museo Rovini per volontà della quale, nel giardino antistante, nell'estate del 2018 è stata inaugurata una statua realizzata con schegge di granata rappresentante l'estremo sacrificio di Carlo Stuparich.

Tresché-Conca: la lapide che era posta sulla tomba di Carlo Stuparich quando il suo corpo venne portato dalla Val di Silà al Cimitero del paese prima di essere traslato a quello di Trieste