MUSEI

Spesso il miglior spirito che difende la memoria della Grande Guerra vive e resiste proprio vicino a dove combatterono e riposano da un secolo i valorosi soldati di allora. Per questo apriamo meritatamente la sezione “Musei” con un piccolo gioiello alle pendici del Monte Grappa, il Rifugio Baita Monte Asolone di Davide Pegoraro, appassionato ricercatore della Grande Guerra, rievocatore, decorato della Croce Nera d'Austria e della Croce di Malta, giovane scrittore e qualificato accompagnatore sui campi di battaglia dell’Altopiano. Ho potuto visitare per due volte questa preziosa e unica collezione durante le soste fra i rilievi del Sacrario condotti con l’Archivio Storico Dal Molin e mi sento di sottolineare sia l’opportunità di una visita che la competenza e l’ospitalità di Davide Pegoraro e della sua famiglia. Baita Monte Asolone e il suo piccolo Museo il prossimo settembre 2015 trasferiranno la loro struttura nel Rifugio Val Tosella.

I riferimenti sono e saranno i seguenti:

Baita Monte Asolone – Val dea Giara (Pove del Grappa)

0424.559000

346.6211036

www.rifugiovaltosella.com (next)

info@rifugiovaltosella.com (next)

MUSEE DE L'ARMEE (PARIS)

Un breve reportage fotografico di Andrea Aluisini e Federico Borsoni (gennaio 2015).

MUSEO STORICO EMILIO E JOYCE LUSSU – ARMUNGIA 

Da una terra indomita arrivò quell’ufficiale carismatico del 151° Reggimento della Brigata “Sassari” che ha lasciato una traccia indelebile nella storia della Grande Guerra così come nella Resistenza e nella rinascita repubblicana. Due legami indissolubili segnarono la sua esistenza, quello originario con la sua Sardegna per la quale si impegnò dal primo dopoguerra come statista e politico lungimirante e quello acquisito verso l’Altopiano insanguinato dove fu protagonista con i suoi Fanti di tante epiche battaglie. Un uomo risoluto e un soldato dal carattere indomito del quale non di rado però traspariva la straordinaria sensibilità che lo renderà una figura indimenticabile, sia come scrittore che come padre della Patria.  Custode delle sue memorie nella Terra d'origine è il Museo Storico Emilio e Joyce Lussu di Armungia, diretto da Alberto Cabboi.

“Tutto un nuovo mondo si muove, dentro di noi, ed è già alle sue prime luci certe del mondo esteriore. Vi sono molti secoli che premono e che ci spingono, oltre il focolare e la casa sprangata, oltre il nostro canto chiuso fatto di echi e lamenti senza principio e senza fine. Perché non dirlo? Sentiamo che il popolo sardo, come i popoli venuti ultimi alla civiltà moderna e già fattisi primi, ha da rivelare qualcosa a se stesso e agli altri, di profondamente umano e nuovo.” (E. Lussu, L'avvenire della Sardegna, 1951).